tempietto di guamo ed acquedotto
Dimitri Lepore - viaggiatore

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Dove fare una rilassante passeggiata a 2 passi da Lucca? Lungo il percorso dell'antico acquedotto Nottolini! Scopri come, dalle Parole D'Oro fino in città!
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Nelle immediate vicinanze di Lucca si trova l’acquedotto Nottolini, splendido esempio di architettura neoclassica. E’ uno di quei posti poco conosciuti della nostra Italia, ma che è sempre bello scoprire, ve ne avevo fatto un altro esempio in questo articolo su Firenze.

Oggi non svolge più la sua funzione originaria, ma costituisce un’ottima opzione per una piacevole passeggiata. Infatti, nella zona iniziale ed anche lungo il suo percorso, è possibile trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta, specialmente in primavera, approfittando delle belle giornate.

arcate acquedotto
Arcate dell’acquedotto Nottolini

La brutta stagione è finita e si comincia a desiderare un po’ di libertà, dopo un lungo inverno passato in casa. Ve lo consiglio quindi se avete a disposizione qualche ora e vi trovate nei pressi.

Un pò di storia

Fin da epoca romana la città di Lucca era servita da un antico acquedotto, che poi andò perduto. Nei secoli a venire quindi la città si approvvigionò di acqua attraverso i pozzi.

acquedotto nottolini
Lungo il percorso

Verso la fine del 1700 si iniziò a parlare della costruzione di una nuova rete idrica che portasse acqua pulita, e nel secolo successivo fu poi realizzato l’acquedotto Nottolini.

Prende il nome dall’architetto che ideò il progetto, la sua costruzione durò circa 30 anni, terminando all’incirca nel 1850.

Il percorso

L’acqua veniva prelevata da 18 sorgenti purissime della Serra Vespaiata, del Rio S.Quirico e del Rio della Valle, che convogliavano tutte nel Tempietto di Guamo.

Questo è in pratica una cisterna, anche essa in stile neoclassico romano, dalla quale partono poi le arcate dell’acquedotto. Dopo essere state depurate, con metodi antichi ma molto efficaci, giungevano potabili a Lucca.

Il percorso dell’acquedotto è lungo più o meno 4 km, costituito da circa 460 archi in stile romano, alti anche 12 metri. Non arriva proprio in città ma termina al Tempietto di S. Concordio, cisterna ormai in rovina, da là alimentava le fontane cittadine attraverso un sistema di tubazioni.

acquedotto verso le parole d'oro
Verso le Parole D’Oro
Indicazioni

Per raggiungere quest’ opera e goderne il tragitto naturalistico, avete diverse opzioni.

Opzione 1

Se volete iniziare dalla partenza, dovete innanzitutto andare nel comune di Capannori, e dal paese recarvi sulla SP26 chiamata via Sottomonte. Percorretela fino al bivio con S.Quirico dove svolterete a sinistra, dopo poco trovate ancora a sinistra una stradina sterrata che porta all’inizio del parco.

Opzione 2

In alternativa potete anche proseguire sempre lungo la SP26 di Sottomonte, senza svoltare verso S. Quirico, e ad un certo punto passerete proprio sotto alcune arcate dell’acquedotto, non potete non notarle.

Là siete più o meno ad un terzo dell’itinerario, se andate verso la collina raggiungerete il punto di inizio, altrimenti seguendo le arcate nell’altra direzione arriverete fino a Lucca.

verso le arcate. acquedotto
Un tratto del percorso
Opzione 3

Oppure, terza opzione, potete recarvi in via Tempietto a Lucca e camminare a ritroso, dalla fine dell’acquedotto fino al suo principio.

Entriamo nel dettaglio

La parte iniziale sembra un vero e proprio parco, dove trascorrere qualche ora nella natura. Le strutture che convogliavano alcune delle fonti principali sono circondate da un bosco ombroso, che offre un po’ di refrigerio nelle giornate calde.

Le Parole D’Oro

Qui infatti il clima è fresco e sereno e non è affatto male come luogo per fare un bel picnic. La fonte della Serra Vespaiata giunge proprio qui ed i contadini la chiamavano “alle parole d’oro” perché erano presenti alcune scritte in bronzo sugli edifici dell’acquedotto, che scambiarono essere fatte con il metallo più prezioso.

verso le parole d'oro
Cisterna lungo il percorso

Non vi sarà difficile identificare il “sentiero” dove un tempo scorreva l’acqua e che adesso è percorribile a piedi. Sembra oggi un’antica via mulattiera, tutta lastricata.

Il tragitto è abbastanza pianeggiante (anzi a rigor di logica dovrebbe essere leggermente in discesa) e dopo poche centinaia di metri arriverete al Tempietto di Guamo di cui vi ho accennato in precedenza.

Punto panoramico

Da qui si ha forse una delle immagini più belle dell’acquedotto, perché siete in un punto di osservazione più alto. La vista si apre verso la città ed il panorama delle prime arcate che passano accanto ad alcune case è molto suggestivo.

panorama acquedotto
Panorama

Fino a qualche anno fa era possibile accedere alla parte alta del Tempietto di Guamo, con qualche rischio poiché un po’ pericolante. Così era anche possibile scattare alcune magnifiche foto del canale che scorre in cima agli archi, là dove il flusso d’acqua verso la città aveva inizio molto tempo addietro.

Volendo era possibile anche camminare proprio sopra le arcate, ma non me la sono sentita. Oggi questa parte comunque è chiusa per motivi di sicurezza.

sulle arcate
Da sopra le arcate

Dal punto panoramico, da entrambi i lati della cisterna circolare, potete continuare la passeggiata scendendo alla base dell’acquedotto. E’ una breve discesa con qualche ciottolo, un po’ accidentata ma niente di impegnativo.

Forse non tutti sanno che:

Una curiosità, da questo punto passa una variante della via Francigena, c’è anche il cartello! Si tratta della famosa via di pellegrinaggio che dal nord Europa giunge fino a Roma.

la via francigena
Il cartello della via Francigena
La passeggiata continua

Proseguendo invece il nostro cammino arriviamo alla strada provinciale di cui vi accennavo prima, dovrete attraversarla e continuare costeggiando l’acquedotto.

Il sentiero è pianeggiante e non presenta difficoltà, anzi è molto rilassante. Ad un certo punto arriverete presso l’unica parte in cui l’opera presenta un’interruzione.

Danno irreparabile

Si trova in corrispondenza dell’autostrada A11. Purtroppo, già durante la sua costruzione in epoca fascista, fu deciso di abbattere un pilastro dell’acquedotto per permettere il passaggio della nuova arteria di comunicazione stradale.

In seguito, furono abbattuti altri archi, a causa in primo luogo della ritirata dei tedeschi alla fine della seconda guerra mondiale, e poi come conseguenza dell’allargamento dell’autostrada.

Oggi mancano all’appello 6 pilastri e dispiace un po’ vedere interrotta quest’opera quando si passa in auto da quelle parti. Per completare il percorso a piedi, è presente una passerella pedonale che passa sopra l’autostrada.

Quindi passeggiate lungo l’ultimo tratto, circa un km, ed arrivate alla fine dell’acquedotto Nottolini, al Tempietto di S. Concordio. E’ un piccolo itinerario, ma piacevole e carino, ve lo suggerisco!

Viaggio CONSIGLIATO!

✈✈✈

Per scoprire di più su Lucca e dintorni e sulle tipiche ricette della zona, ecco alcuni consigli!

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