Dimitri Lepore - viaggiatore

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Escursione di un giorno nella perla blu del Marocco, la città di Chefchaouen!
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Mi trovavo a Fès, Marocco, e decisi quindi di trascorrere una giornata a Chefchaouen, la città blu.

Dove si trova

E’ situata circa a 200 km a nord di Fès, in una zona collinare, percorrendo le strade marocchine ci vogliono circa 4 ore di viaggio, tra varie soste.

Come l’ho raggiunta

Il giorno precedente avevamo chiesto al nostro riad, proprio al centro della medina di Fès, se fosse possibile un’escursione giornaliera a Chefchaouen. Ci risposero che non c’era nessun tipo di problema, nonostante la distanza, avrebbero pensato a tutto loro. Infatti, bastava presentarsi la mattina alle 8 in una piazzetta là vicino, e bastava pagare soprattutto.

stradina di chefchaouen
Costo?

Il prezzo non era poi così elevato, 300 Dirham, quasi 30 Euro, e comprendeva viaggio andata e ritorno con autista ed accompagnatore, e guida per la visita della città blu di Chefchaouen. Stranamente non ci hanno fatto contrattare, ma comunque accettabile anche per il Marocco.

Partenza

All’orario stabilito un piccolo autobus da circa 30 posti ci aspettava puntuale, in pratica eravamo gli ultimi 2 a salire. L’accompagnatore era un tipo vestito molto all’occidentale, affabile e simpatico, e ci ha intrattenuto per tutto il viaggio.

L’autista invece, che scoprimmo poi essere un pazzo, era vestito con il tipico abito marocchino, una djellaba bianca, e guidava indossando delle babucce ai piedi. Mah! (anche in altri tour ho avuto a che fare con autisti pazzi, li trovo tutti io, ad esempio leggete qui).

Sosta tecnica

Dopo circa un’ora e mezza il bus ci ha fermato nei pressi di un punto panoramico, dal quale si vedeva un lago piuttosto grande fra le colline. Sicuramente molto bello, ma niente di particolare, il motivo della sosta era un altro. Infatti nella piazzola si trovava un “negozio” di una famiglia marocchina che vendeva souvenir, frutta e altro ancora.

lago marocchino

In pratica era una baracca, ed erano presenti molti bambini, uno di questi in groppa ad un asino, che tentavano di venderti ogni cosa. Purtroppo in paesi come il Marocco la povertà è ancora tanta, e senza dubbio fa un po’ effetto vedersi circondati da piccoletti che cercano di raggranellare pochi centesimi.

Altre soste

Dopo poco che eravamo ripartiti, il nostro bus giunse al bar “convenzionato” per la pausa caffè. Era all’interno di un hotel con piscina, ben tenuto, ma la qualità dei dolcetti che ho assaggiato lasciava un po’ a desiderare.

chefchaouen da lontano
Panorama di Chefchaouen

Appena prima di arrivare a Chefchaouen l’autista, che ancora non mostrava segni di follia, accostò per farci ammirare la città dal versante opposto. Stavolta la sosta era puramente panoramica, e già da lontano si intravedeva il tipico colore blu che caratterizza questo antico borgo.

Arrivo

Per prima cosa l’accompagnatore ci informò che il tour purtroppo sarebbe durato un paio d’ore meno, per permettere all’autista, molto religioso, di rientrare in tempo per la preghiera del tramonto. Infatti eravamo in periodo di Ramadan. Dispiaciuti un po’ per la cosa, iniziammo la visita, la guida infatti era già arrivata.

Il tour di Chefchaouen

Si trattava di un vecchio che a prima vista dimostrava più o meno 70 anni, la prima impressione non fu entusiasmante. Dopo pochi minuti però, iniziò a rivolgersi ai membri della comitiva, composta da turisti di varia nazionalità, in ogni lingua immaginabile, quasi indemoniato.

la guida di chefchaouen
La nostra guida

Da subito si dimostrò invece molto preparato e grazie a lui abbiamo avuto la possibilità di esplorare tutta la medina di Chefchaouen, anche se il tempo a disposizione non era molto.

Ingresso nella città vecchia

La visita iniziò passando attraverso la porta di Bab el Ain, dal lato meridionale. La facciata è in terracotta, ma appena varcato il piccolo arco, la città diventa tutta blu, da quel momento in poi il colore azzurro pervade tutti gli ambienti e rende tutto molto suggestivo.

porta di ingresso
Ingresso della medina
Perché è blu?

Le stradine della medina si inerpicano sulla montagna, e gli scorci che si hanno sono particolarmente belli. Sono molte le teorie sul perché le case di Chefchaouen siano tutte blu. C’è chi dice che sia per tenere lontane le zanzare (come la nostra guida), chi per raffrescare gli ambienti durante l’estate, altri dicono che rappresenti il mare. In ogni caso il blu ti avvolge ovunque, ed è molto pittoresco.

chefchaouen scorcio

A differenza di altre città, come Fès o Marrakech, qui il turismo è arrivato si in massa, ma permane comunque una sensazione di tranquillità e calma, girovagando per la medina azzurra.

La piazzetta

Per quanto riguarda la piazza che è situata quasi in cima alla collina, è molto bella, contornata da bar e ristoranti che però non sconvolgono più di tanto l’impianto storico dell’ambiente. Inoltre, al centro c’è un piccolo pozzo con annessa fontanella dall’acqua freschissima!

la piazza di chefchaouen
La piazzetta

Tutte le viuzze sono ben tenute, sono molte le piante o vasi con fiori che adornano le case e che si fondono con il blu, creando incredibili contrasti.

A volte con il sole che riflette sui muri, l’azzurro quasi ti acceca, ma senza dubbio scatterete decine di foto fra i mille angoli di Chefchaouen.

Pranzo

Alla fine, la guida ci ha portato per il pranzo presso un ristorante da lui conosciuto. Non ci è piaciuto molto lì per lì il fatto di non poter scegliere altri posti in cui mangiare, ma tutto sommato era ok. Infatti per pochi dirham abbiamo preso un bel piattone di cous cous con agnello, molto buono, ed eravamo sazi.

Dopodiché, siamo ritornati presso il punto di ritrovo, non prima di aver fatto scorta di souvenir e calamite. Tuttavia il nostro autista tardava ad arrivare, scoprimmo poi che aveva ingannato l’attesa fumando (cosa non si sa).

io a chefchaouen
Viaggio di ritorno

In pratica, il percorso per rientrare a Fès più che un viaggio è stato un rally. L’autista aveva fretta di rientrare per la preghiera, oltretutto non era proprio in condizioni di guida sicure, a parer mio. Ogni buca era sua, ogni sorpasso azzardato anche.

Per far prima ha cercato di imboccare alcune scorciatoie, percorrendo stradine sterrate, non si sono contati i contadini con carretto che ha fatto quasi volare via oltrepassandoli. In compenso loro lo hanno riempito di accidenti, erano urlati in arabo, ma si capivano lo stesso!

Comunque, alla fine siamo rientrati nel nostro riad sani e salvi, ed in tempo per la preghiera.

Viaggio MOLTO consigliato!

✈✈✈✈

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